La Botanica del Te

 

La pianta del tè è una bellissima camelia, la Camellia sinensis, e questo è il suo nome botanico ufficiale, ma spesso sentirete parlare anche di Thea bohea (pronuncia “bohii” che deriva dal nome di una regione cinese, di solito quando si parla di tè bohea si intende il tè lavorato a metodo ortodosso) o Camellia theifera.
In ogni caso la pianta fa parte della famiglia delle Theaceae e del genere delle Camellie, il nome del genere venne dato da Linneo nel 1735 in ricordo del suo amico boemo Kamel, in latino Camellus, missionario in Oriente.

La pianta originaria dalla Cina è della specie sinensis, mentre quella originaria dalle regioni indiane dell’Assam è detta specie assamica, esiste poi una sub-specie Assamica lasiocalyx riscontrabile nelle regioni Indocinesi.

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Successivamente sono state prodotte numerose varietà ibridando diverse specie e sub specie far loro o selezionando le piante più adatte a produrre un determinato tipo di tè, in base alle caratteristiche delle foglie come grandezza, fragranza o aromi sprigionati durante la lavorazione.

La pianta del tè è una sempreverde che tende a diventare un maestoso albero fino ai 15 metri di altezza, ma viene potata regolarmente per mantenerla ad un altezza di un metro o un metro e mezzo al massimo per agevolarne la raccolta dei germogli e delle foglioline necessarie per la lavorazione della bevanda.

La pianta è acidofila, di conseguenza preferisce terreni con pH che varia fra 4,5 e 5,5, suolo ben drenato, avente un discreta quantità di materia organica.
La temperatura ottimale si aggira fra i 13-15 gradi come temperatura minima fino ai 30-32 gradi, in alcune zone come nelle regioni del Darjeeling durante il periodo invernale quando la temperatura si abbassa sotto i 13°C e c’è poca luce la pianta subisce un blocco vegetativo per poi rinascere in primavera.
L’umidità è una costante importante, il clima ideale per la coltivazione della pianta è caldo umido ma le precipitazioni non devono essere troppo frequenti e soprattutto ben distribuite durante l’anno in modo da non creare problemi di drenalibilità del suolo.

 
 

Le foglie della specie sinensis sono color verde chiaro lucenti e lanceolate con bordo fogliare seghettato e che raggiungono al massimo i 12 centimetri, mentre la specie assamica presenta foglie dal bordo fogliare liscio, colore più scuro ed intenso che possono raggiungere i 25 cm.
Quando la foglia è molto giovane (e soprattutto nei germogli) è presente una patina leggermente pelosa detta lanugine che serve a proteggere la piccola foglia dalle intemperie. La lanugine col tempo scompare mentre la foglia cresce e per questo è necessario raccogliere i germogli che presentano questa patina entro la prima settimana di vita, questi germogli diventeranno mirabili e prestigiosi tè bianchi ed in alcuni casi verdi o neri.

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I fiori sono piccoli e dai petali bianchi con grandi stami gialli e sono presenti solamente nel periodo autunnale. Il frutto è composto da una capsula trilobata che contiene dei semi marrone scuro che per spremitura danno un olio (da non confondere con l’olio giapponese di Camellia japonica usato in cosmetica).

Da molti anni, per la riproduzione della pianta, si preferisce utilizzare le tecniche della talea e della margotta, la prima consiste nell’utilizzo di una foglia con un pò di picciolo che viene piantata direttamente nel terreno mentre nel secondo caso utilizziamo una foglia o un rametto che ha già prodotto delle piccole radichette in soluzione nutritiva. Dopo una prima fase di crescita le piante vengono potate regolarmente per permetterne uno sviluppo lento e costante e dopo il primo anno vengono trapiantate in campo.

La raccolta parte al terzo anno di vita delle piante, se si trovano in zone pianeggianti, mentre se si trovano in collina le piante diventano produttive a partire dal quinto anno di vita.
La pianta da il massimo rendimento fra l’ottavo ed il decimo anno per poi decrescere lentamente ma la vita produttiva di un arbusto di tè è di circa quarant’anni.
Esistono però appezzamenti di terreno dove sono ancora produttivi degli “arbusti-bonsai” centenari che danno un tè particolare e pregiato, come per esempio in alcune regioni della Cina o nel Loolecondera Estate di Kandy a Ceylon.