Come fecero i Russi a scoprire il tè…ed il samovar ovviamente!

Una tavola imbandita, incensi profumati, musica e canti e due ospiti d’eccezione, l’Imperatore Moghul, dominatore del Nord dell’India e di tutti quei paesi come gli odierni Pakistan e Afghanistan, e l’Ambasciatore dello Zar Michele Romanov. L’Imperatore offre all’Ambasciatore il suo primo tè, alla moda cinese, un pregiato tè del Sud della Cina, probabilmente proveniente direttamente dai monti WuYi. L’Ambasciatore però non sembra affascinato dalla bevanda e secondo alcuni ne portò in dono a Michele, secondo altre fonti invece lo Zar non ricevette mai il dono del sovrano Moghul, in quanto l’ambasciatore non credeva che l’articolo potesse interessare il suo Zar.
In ogni caso il primo incontro dei Russi con il tè risale al 1689 quando Russia e Cina finalmente siglarono un accordo commerciale che prevedeva che i commercianti dei due paesi si incontrassero nella città fortificata e lontana di Usk Kayakhta. Piccolo avamposto polveroso che si raggiungeva attraversando il deserto del Gobi seguendo la via della grande Muraglia, i Cinesi avevano insistito perché gli scambi commerciale avvenissero ben lontani dalla capitale Imperiale, in quanto gli stranieri non erano ancora ben voluto nell’Impero di Mezzo.

In città i Russi portavano le loro pellicce mentre i Cinesi vendevano seta, cotone, porcellane e inaspettatamente moltissimo tè! Ci voleva un anno di marcia e due o tre cento cammelli per carovana per intraprendere la marcia Mosca- Kayakhta-Mosca, ma nonostante ciò centinaia e centinaia di cammelli arrivavano a destinazione con le sacche piene zeppe di tè cinese, molto costoso e pregiato e quindi destinato alla nobiltà e borghesia russa.
La sola Zarina Elizabeta aveva la sua carovana personale di centinaia di cammelli e questo fatto rese molto popolare il tè, tanto che alla fine del Settecento in base alle tonnellate di tè importate si presume che i cammelli utilizzati fino ad allora  furono circa sei mila.

Samovar

Nel 1796, anno della morte di Caterina la Grande tè e samovar erano le caratteristiche distintive della società Russa, e non solo dell’Aristocrazia ovviamente.
Il samovar potrebbe essere una evoluzione del fornello da viaggio mongolo, che funziona con lo stesso principio, ossia una caldaia bollente con  un incavo che serve in questo caso per cucinare. I russi evidentemente lo adottarono e lo modificarono fino a renderlo il protagonista dello loro fredde giornate.
Per motivi economici, climatici e tradizionali un tempo i Russi consumavano un unico pasto abbondante durante la giornata e gli intermezzi erano a base di tè e zollette di zucchero, il samovar diventa quindi la costante di uffici, ambienti pubblici, case private, scuole, mezzi come treni e altri luoghi comuni.
Il commercio con Kayakhta proseguì fino all’Ottocento, impiegando cammelli, carovane e altri animali e rendendo ovviamente il tè molto costoso rispetto a quello importato ad esempio dagli Inglesi via mare. Il tè pregiato continuava ad arrivare sulle tavole nobiliari mentre in zone rurali o povere come la Siberia arrivavano i tè in mattonelle.

Le miscele Russian Carovan però evocano ancora un mondo lontano, affascinante, misterioso, polveroso ed avvolto dalla nebbia del tempo e dell’esotismo. Io amo creare le mie personali Russian Carovan e lo stesso potete fare anche voi, ecco svelate le mie miscele.Provatele e personalizzatele.

Max Schodl Stillleben mit Samovar

Russian Caravan num.1 – Anna Petrovna

Assam second flush 10%
Darjeeling autumnal flush 30%
Earl Grey Ceylon 40%
Lapsang souchong cinese 20%

Russian Carovan num.2 – Andrej Bolkonjski

Assam second flush 30%
Ceylon tè nero al mandarino 20%
Ceylon tè nero al limone 20%
Bai Hao oolong cinese del Fujien 30%
facoltativo: scorzette di agrumi essiccate

Russian Carovan num.3 – Elizabeta Petrovna

Darjeeling second flush 20%
Assam second flush 10%
Ceylon tè nero alla rosa 50%
Shui Xien oolong cinese del Fujien 15%
boccioli di rosa 5%

Buon tè a tutti voi!

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