HOME-MADE GREEN TEA DAL BORNEO

Avete capito bene, un tè fatto in casa e la casa in questione di trova nella regione di Sarawak nel Borneo malese.
Mio padre lavora da anni in Vietnam e da anni ogni volta che torna a casa la sua valigia è piena di tè per me. Un suo collega malese, sconvolto da quest’uomo europeo che compra tonnellate di tè, un giorno gli chiede: “Scusa ma tu che te ne fai con tutto quel tè, non dirmi che lo bevi?”
“Si me lo bevo ma la maggior parte lo porto a mia figlia che è una maestra del tè ed è la sua grande passione”
Il malese  era ancora più incredulo e dopo qualche minuto si riprende a dice: ” Ma scusa perché lo compri te lo porto io dalla mia piccola piantagione, lo facciamo in casa da generazioni!”
Ora provata ad immaginare la mia faccia quando ho visto un kilozzo di questo tè in un sacchettone di plastica… ENTUSIASMO è la parola giusta.

Il Sarawak è una delle due regioni del Borneo malese, assieme allo Sabah e quando penso a quelle regioni mi vengono in mente i racconti di Salgari e quel figaccione di Kabir Bedi, ai tempi in cui era giovane. La sua foresta è una della più ricche in biodiversità e varietà di piante ed animali, il suo mare è cristallino e le sue coste protette da tempeste e tifoni, infatti era il luogo preferito dai pirati della Malesia.
Il Sarawak conta 1.8 milioni di abitanti tra i quali si contano 27 etnie diverse, insomma un arcobaleno di colori e culture diverse ed una natura fantastica.
Il malese in questione (che ringrazio molto) possiede una piccola piantagione ed i suoi cespugli di Camelia sinensis sono stati coltivati da suo nonno e dal suo bis-nonno e probabilmente da molti altri suoi antenati. Ovviamente usano sempre lo stesso metodo di lavorazione, producono solo tè verde. Anche se non ho ricevuto nessun tipo di informazioni specifiche  riguardo alla lavorazione di questo tè, ho provato ad intuirlo da sola “leggendo” le foglie bagnate ed assaporando completamente questo magico e delizioso infuso…

Le foglie secche sono arricciate ma lunghe ed affusolate, questo mi fa pensare ad una cottura veloce in pentoloni o wok sul fuoco diretto, le foglie se scottate e saltate in padella si arricciano naturalmente e perdono ulteriore acqua.
Se riuscite a notare, le foglie sono verdi con riflessi blu.

 La foglia bagnata si presenta quasi intera, poco spezzata e per niente ossidata, è tutta verde. Si trovano anche rametti con piccole foglie attaccate, credo che per questo raccolto abbiano usato le prima 3-4 foglie.
Il profumo che emanano è inebriante, profumo di marino, di erbaceo, sembra di essere in cima ad una montagna in mezzo alla foresta del Borneo, questa freschezza è indescrivibile.
Ho usato un cucchiaino per tazza, acqua a 85°C per 1,5-2 minuti.

L’infuso è chiaro, verde con riflessi dorati. Il sapore è molto erbaceo e ricorda il sapore marino di certi tè giapponesi. Questo è un tè molto tanninico ma rimane in bocca con una media persistenza e non risulta per nulla amaro, è molto sapido e questo mi fa pensare che sia ricco di amino-acido teanina, responsabile del sapore salato di certi tè. Non ci sono sentori floreali o mielati ma solo vegetali e molto freschi.

Ho provato ad assaggiarlo con quello che in Vietnam è il dolcetto da bere col tè verde. Per quanto i vietnamiti vantino una delle cucine più ricche e deliziose dell’Asia, non sono dei maghi della pasticceria.
Questi zuccherini sono fatti con il fagiolo del fiore di loto (?), il loro sapore non è male nel complesso ma è davvero strano, sembra una farina dolce schiacciata a forma di cubetto. A contatto col tè caldo però sono commestibili.

Questo tè racchiude anni di esperienza, vite e storie di persone lontane da me, ma unite in una passione comune, quella del tè e sono davvero felice di condividerlo con le persone che amo.

Guardare le foglie che si aprono lentamente nell’acqua calda è commovente, per me è un esercizio di meditazione, la bellezza dell’attesa per qualcosa di speciale, l’aroma che sale fino al naso e scende al cuore. Penso a Lu Yu ed alle sue parole, il tè che beveva lui era molto diverso da questo ma per un momento mi sono sentita in un altro mondo, quello del tè.

Buon tè a tutti…