I preziosi raccolti del Darjeeling

Il tè del Darjeeling è fra i più pregiati e rinomati, ma non sempre il tè che viene venduto come Darjeeling originale proviene da lì.

Il problema maggiore è che la regione è piccolina, ed a livello quantitativo la meno produttiva in India. La regione dell’Assam ad esempio produce il triplo rispetto al Darjeeling e con più facilità perché nei giardini del Darjeeling ad elevate altitudini e con un periodo invernale particolarmente rigido, durante il quale la pianta subisce un blocco vegetativo  e non cresce, il tè è particolarmente difficile da curare.

Le piante crescono su terreni particolarmente scoscesi, ottima caratteristica per il drenaggio del terreno, in quanto piove molto, e vengono influenzate da innumerevoli caratteristiche climatiche, il suolo, l’altitudine (il tè più “alto” è maggiormente delicato ma dagli aromi concentrati), la quantità di nuvole e ombra, la temperatura, l’umidità ed il vento. Ma non è solo l’ambiente  arendere unico questo tè, i cultivar utilizzati provengono da antiche piantine cinesi, spesso sono cultivar particolari di Camellia sinensis o ibridi e hanno caratteristiche molto diverse dalla pianta Indiana autoctona, la Camellia assamica. La sinensis ha germogli piccoli ed argentei, foglie più piccole, è meno produttiva ma ha aromi più morbidi e delicati.

Il raccolto si svolge ogni 8 giorni circa e viene effettuato a mano, ci sono ovviamente delle stagioni di raccolta, principalmente sono tre.

First Flush, questo raccolto si svolge da marzo ad aprile, dipende molto anche dalle annate ovviamente. Questo primo raccolto è considerato il più pregiato e viene molto amato dagli intenditori, non sempre però piace a chi si avvicina per la prima volta a questi tipi di tè perché possiamo considerarlo più verde che nero. Chimicamente potremmo dire che è un oolong, ma anche se ufficialmente è un tè nero, i suoi sapori sono freschi, vegetali e non si trovano sentori di malto o cacao spesso tipici dei tè neri Indiani. La caratteristica di questo raccolto sono foglie molto verdi con tocchi argentei o leggermente bruni, profumi vegetali e freschi con astringenza che ricorda la mandorla, note moscate ancora erbacee e incomplete. In tazza è giallo dorato brillante. Non tutti i giardini del Darjeeling producono buoni first flush, alcuni giardini hanno cultivar con prevalenza di Camellia assamica e quindi nei first flush rendono meno. I cultivar ibridi con prevalenza di sinensis danno first flush più dolci e meno erbacei.

Per scoprire i giardini del Darjeeling visitate il sito del Tea Board of India.

Second Flush, si svolge da aprile a maggio, a volte si protrae per qualche giorno di giugno. In questo raccolto, che appare ancora abbastanza verde e fresco, le foglie sono un pò più brune, in tazza di colore giallo aranciato. I profumi diventano nel second flush, moscati e profondi, dolci e fruttati pur mantenendo una nota vegetale che completa il bouquet. In questi raccolti il famoso sentore “muscatel” esplode in alcuni giardini, ed ogni anno il tè dalle note maggiormente moscate vince il premio “Wonder Muscatel”. L’anno scorso il vincitore fu il Second Flush dal giardino di Jungpana, coltivato fra i 1000 ed i 1300 metri e punto dalla famosa moschettina del tè. La mosca in questione è un piccolo insetto che punge la foglia per succhiarne la linfa e la piccola puntura da inizio ad un’ossidazione quando la foglia è ancora attaccata alla pianta, questo parrebbe il segreto di molti Oriental Beauty, il famoso oolong Taiwanese.

Autumnal Flush, dopo i monsoni estivi si raccoglie questo flush autunnale che da il prodotto più “nero” e condensa tutti i sapori delle due stagioni precedenti. La nota vegetale è quasi scomparsa, si sentono note di frutta matura, note moscate intense ma meno fresche e più calde rispetto al secondo raccolto. Le foglie sono brune con qualche punta verde chiaro, in tazza appare aranciato con riflessi ambrati, questo tè può essere utilizzato per i tè alle spezie, il chai, al posto dell’Assam. Alcuni giardini producono degli ottimi terzi raccolti, come il Castelton, il Mineral Springs ed il Rohini.

C’è poi un altro raccolto che si svolge in estate, ma è considerato meno pregiato e spesso si utilizza per preparare le miscele, ed è l’In Between.

Nel Darjeeling i tè vengono ancora tutti lavorati con metodo ortodosso, ma il processo di lavorazione cambia fra i vari raccolti. Il primo raccolto ed il secondo vengono lasciati maggiormente verdi, l’ossidazione quindi dura poco ed il risultato è molto diverso dai tè autunnali che si presentano scuri e bruni sia in foglia che in tazza. I tè primaverili sono quasi verdi, mentre quelli estivi sono un perfetto melange di colori e sapori. Un’altra caratteristica del Darjeeling è che l’avvizzimento dura molto a lungo, mentre l’ossidazione vera  e propria ha una durata abbastanza breve.

Ricordatevi che un Darjeeling originale di qualità deve presentare sempre il giardino di provenienza, il flush ed il grado qualitativo, se non è specificato il giardino molto probabilmente si tratta di miscela, e non è detto che tutti i componenti della miscela provengano dal Darjeeling. Purtroppo il 2014 è stato un pessimo anno per i Darjeeling, il primo raccolto è stato breve ed è iniziato tardi, mentre le precipitazioni non hanno di certo aiutato le raccoglitrici. Ma come sempre il giardino di Margaret Hope produce un First Flush d’eccellenza, e così è stato anche quest’anno.

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Il First Flush del Margaret Hope del 2014 ha foglie piccole  e molto verdi dai riflessi argentei ricchi di lanugine. Le foglie sono molto profumate e la nota moscata è intensa. Le foglie bagnate invece sono sempre verdi ma con bordi gialli e rosati, l’ossidazione è stata davvero breve. In tazza, come potete notare dalle foto, è giallo dorato, dal profumo dolce e rotondo. In bocca è vegetale e vivace ma delicato e con una bassa persistenza in bocca.

Note balsamiche aromatiche, senza astringenza (ma fate attenzione, questi tè ossidano in fretta, quindi dopo qualche minuto diventano tannici). Muschio, noci verdi, profumo intenso di rose bianche  e rose gialle. Come sempre questo giardino non delude, è uno dei miei preferiti, perfettamente equilibrato. Questo tè si abbina bene a formaggi freschi di capra, verdure e piatti poco speziati ma l’abbinamento classico è la panna con le fragole, meglio ancora se c’è pure lo scone. Non essendo stagione di fragole ho optato per dei biscotti Inglesi alla crema di clotted cream e fragole. E mi raccomando per un First Flush di questo livello usate una teiera ed una tazza all’altezza di Sua Maestà Margaret Hope :)

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