I tè Rossi Coreani

I tè Coreani sono purtroppo poco conosciuti al di fuori del loro paese di produzione ma anche se hanno molti estimatori in tutto il Mondo, in Italia è sempre difficile trovarne di buoni o anche solo trovarne alcuni! Grazie ad un amico sono riuscita ad ottenere due tè Rossi Coreani molto speciali, due finalisti della competizione del 2013 come miglior tè Coreano. Vi presento quindi il finalista (tè rosso numero 1) ed il vincitore della Gold Tea Medal (tè rosso numero 2). Purtroppo non hanno nomi specifici in quanto sono piccole produzioni di coltivatori locali, pregiate e dal costo talmente elevato che praticamente non vengono esportate. A sinistra il vincitore, foglie arricciate ed intere, più piccole rispetto al rivale, dal colore bruno scuro. Nelle foglie secche il profumo di tostatura, cereale e tabacco prevalgono, successivamente si sente il cacao e note che potrebbero ricordare molto vagamente il Keemun Cinese. A destra l’altro presenta foglie più grandi, leggermente meno arricciate e sempre simili a piccoli “draghi neri”. Sentori di torrefazione (le foglie infatti sono belle brune), cognac, malto e agrodolce. Una nota maggiormente acidula rispetto al vincitore del concorso.

A sinistra il vincitore, a destra il finalista

A sinistra il vincitore, a destra il finalista

Nella foto successiva invece osserviamo le foglie bagnate: Nel vincitore, il tè numero 2,  le belle foglie apicali si distendono in tutto il loro splendore rilasciando un intenso profumo di frutta matura, soprattutto pesche e prugne cotte, mi ricorda a naso alcuni oolong ossidati dei Monti Wu Yi. L’altro tè invece, il numero 1,  ha un intenso profumo zuccherino di frutta dolce, malto litchi, prugne ma anche note acidule di ciliegia ed amarena. In tazza presentano colori molto simili, ambra intensa leggermente aranciata e dai toni brillanti, ma per quanto siano entrambi davvero ottimi la differenza si sente molto. Il tè vincitore invade il palato inizialmente con sapori di mou e caramello, nocciola ed un pizzico di tabacco dolce. E’ corposo, molto morbido, vellutato ed accarezza il palato con la sua rotondità, una piccola nota vegetale finale lo rende assolutamente perfetto, vivace e brillante. Il finalista invece è intensamente fruttato, mi ricorda l’Armagnac, le pesche sciroppate, la torta di mele caramellata, la nota acida e leggermente amara ricorda il miele di corbezzolo e l’amarena. In questo caso una nota di tostatura che ricorda il caffè completa l’equilibrio. DSCN2768 Effettivamente è una scelta molto ardua, sono entrambi dei tè unici e speciali ma come nota comune hanno quell’inconfondibile sapore di sakura, si i fiori di ciliegio sotto sale usati dai Giapponesi. Sono dei tè umami, dolci e sapidi leggermente minerali ma in modo decisamente diverso rispetto alla sapidità dei tè verdi Giapponesi. Quello che amo dei tè Coreani è che pur avendo delle similitudini ad alcuni tè della Cina o del Giappone, mantengono comunque una loro personalità inconfondibile ed unica, come se fossero il punto di passaggio fra le due culture del tè più conosciute. Per certi aspetti mi ricordano i tè rossi Taiwanesi soprattutto come tipologie di lavorazione, però i cultivar, l’ambiente e la tradizione li rendono davvero dei tè incomparabili.