Il Long Jing, il tè del pozzo del Drago

Non avevo mai dedicato un articolo a questo tè anche se il Long Jing è il tè verde più famoso di Cina e sicuramente uno dei più popolari fra gli amanti del Tè. Sappiamo che quando un prodotto è molto popolare si trovano molti fake oltre a diverse gradazioni qualitative, ma in giro sembra che ci sia un pò troppo “Long Jing originale”. Cerchiamo quindi di fare un pò di chiarezza.

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Il Long Jing è probabilmente il tè ufficiale della Cina sin dall’epoca Qing, questo perché l’imperatore Qianlong, l’imperatore drago dei Qing, ne andava pazzo. Sembra che visitò il villaggio di Long Jing ben quattro volte, in incognito, e la leggenda vuole che selezionò 18 piante che avrebbero prodotto il tè solamente per il suo uso personale. Durante il suo regno l’amore per il Long Jing scoppio in tutta la nazione. La regione del Lago Occidentale Xi Hu, è parco nazionale protetto del 1985, il suolo è ricco di nutrienti, c’è molta acqua e le montagne a nord bloccano i venti freddi, mentre le colline basse a sud non impediscono ai venti caldi di penetrare la regione, insomma tutto sembra perfetto per il tè!

Long Jing è il nome del tè, del villaggio e di una sorgente, e il villaggio si trova nella periferia della città di Hangzhou, ma i giardini “originali” si trovano solamente in cinque aree divise fra 1. Hubin 2. Huxin 3. Beishan 4. Nanshan 5. Qiantang Al di fuori del Lago ci sono poi altre aree che producono Long Jing come 1. Yuezhou 2. Qiantang (diversa da una delle cinque zone originali) Stiamo parlando di pochissima terra, in tutto circa 170 km quadrati ma non tutti fanno parte delle zone originali di coltivazione.

Si parla di Long Jing già durante la dinastia Tang e nel Chajing di Lu Yu, che menziona i templi dove veniva prodotto il tè, Tianli e Lingyin, anche se non abbiamo certezza di come venisse prodotto all’epoca.

In molti però lo amavano compreso il poeta Yubo Sheng durante la dinastia Yuan. La raccolta andrebbe effettuata entro il QingMing Festival usando germoglio e primordio fogliare che si presenta ancora chiuso, per raccogliere la gemma bisogna usare le dita e non le unghie per evitare che il punto di rottura si ossidi e scurisca, quindi questo si traduce in manodopera qualificata. Si raccolgono pochi germogli ogni giorno, la seconda raccolta primaverile invece è quella effettuata entro il Guyu, ora però il germoglio è più grande e leggermente aperto. Il terzo raccolto è detto Lixia ossia inizio d’estate e le foglie ormai sono grandi e aperte. Questo è l’ultimo raccolto.

Nel 1995 le gradazioni qualitative di questo tè vennero  standardizzate in: super class, first class, second class, third class e fourth class. La super class è sempre composta dal singolo germoglio e ha un aspetto verde chiaro che vira al giallo, l’aroma è molto fresco  e lieve, ricorda l’orchidea selvatica e solo lievemente la castagna.

La first class ha il germoglio ma è un pò aperto ormai, le foglie sono meno gialle e dal verde un pò più intenso. Prevale qui la castagna ma è ancora molto dolce e freschissimo, non vegetale.

La second class ha germoglio e due foglie, il colore giallo vira al verde, in tazza il sentore di orchidea è perduto in favore di note tostate.

La terza classe ha gemma e due foglie grandi, colore delle foglie quasi bruno , il liquore è vegetale e astringente con aromi quasi affumicati.

La quarta classe ha spesso foglie spezzate e sure, liquore torbido ed ha perso del tutto al dolcezza del Long jing, anzi spesso per togliere astringenza viene oltre modo tostato e diventa solo molto tostato o con sentori bruciacchiati.

Nel Weng Family Tea Garden, Weng Jia Shan Chan Yuan, fuori Hangzhou, giardino considerato fra i più famosi, vengono coltivate due varietà: il Long Jing numero 43 e la Qun Ti Zhong ossia la cultivar originale di Weng Jia, che viene raccolta un pò più tardi rispetto al Long Jing 43. Sappiate che esiste pure la cultivar Chang Ye, quindi il Long Jing può essere prodotto con tante cultivar diverse.

La lavorazione

La lavorazione del Long Jing inizia con l’avvizzimento al sole in cesti di bambù, che toglie parte dell’umidità e il sentore erbaceo, da 1 a 4 ore. a questo punto le foglie sono pronte per la cottura in padella.  La cottura manuale richiede un praticantato di circa 3-5 anni e consiste in dieci steps nei quali le foglie vengono schiacciate leggermente sul fondo della padella rovente e all’indietro, poi si lasciano andare le foglie verso il basso e si ricomincia. si sente un rumore caratteristico di foglia che “cuoce”. Fra una cottura e l’altra le foglie vengono fatte raffreddare e riposare e questo serve anche a far intensificare il sapore. Questa lavorazione viene usata solo per la super class (costosissima) e la first class, tutte le altre classi vengono cotte in modo meccanico e non a mano naturalmente.

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