Kabusencha – atavico come il mare

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Basta il suo nome per farmi pensare al mare, alla salinità, alle alghe, alle coste d’inverno lambite dal vento freddo. La caratteristica salata dei tè giapponesi è chiamata sapore Umami.
Umami identifica un sapore dolce e salato al contempo caratteristico delle proteine. Infatti è proprio l’amminoacido teanina che dona questo sapore.
La teanina viene prodotto di più nei tè che crescono all’ombra, come il gyokuro ( che contiene anche più caffeina e clorofilla per lo stesso motivo).

Il kabusencha è un sencha cresciuto all’ombra, fratello dei prestigiosi gyokuro e matcha.
Oggi vi propongo una degustazione comparata tra due kabusencha che provengono dalla stessa piantagione, ma il grado qualitativo è diverso.

PREMIUM KABUSENCHA SILVER

3 minuti di infusione, un cucchiaino per tazza, 70°C

Foglie secche: aghi sottili, verde scuro e brillante.
Foglie bagnate: aperte e mediamente spezzate, profumo intenso vegetale e floreale.
Infuso: giallo brillante.
Profumo dolce e vegetale. Sapore molto delicato con retrogusto umami, nessuna astringenza, questo tè non diventerà mai amaro, nemmeno se ve lo dimenticate nella teiera.
Un tè leggero ed elegante.

PREMIUM KABUSENCHA YAMATO LIMITED GOLDEN EDITION

un cucchiaino per tazza, 4 minuti di infusione, 60°C

Foglie secche: come potete notare rispetto alla versione silver le foglie sono molto più scure e brillanti ed hanno la classica forma a zampa di ragno, sono aghetti sottilissimi.
Foglie bagnate: verde giallo chiarissimo, pezzatura grande, fortissimo profumo marino e salato.
Infuso: verde giallino brillantissimo!
Delicato, profumato e rotondo.
Dolcissimo e sapido contemporaneamente.
rispetto alla versione silver risulta meno vegetale e più marino ed algaceo. Leggero retrogusto floreale.
Alla fine una delicata nota di umeboshi, la prugna dolce giapponese, accarezza il palato.

Entrambi i tè sono meravigliosi, un momento di estasi, ed anche la Pimpa sembra aver apprezzato.
Questi tè chiamano cibi salati soprattutto pesce, riso e alghe ma anche dei dolci al matcha andranno benissimo.

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Eclairs alla crema pasticciera al matcha e glassa al matcha.

Vi basterà aggiungere la quantità di matcha desiderata, da setacciare assieme alla farina o alla maizena che userete per addensare la crema, aggiungete il matcha anche nel fondente liquido base.

Per un altro tocco giapponese, al posto del matcha usate la pasta di sesamo nero, sia nella crema che nella glassa.

La pasta di sesamo nero dona alla crema un sapore leggermente tostato e salato che si sposa alla grande con il kabusencha.

Buon tè a tutti!

2 Commenti

  • aprile 21, 2011

    Francesca

    che meraviglia! non conoscevo la parola umami, grazie.
    un caro saluto

  • aprile 22, 2011

    la signora delle camelie

    Però ne conoscevi il sapore! un saluto!