La cultura dei Monti WuYi ed il Da Hong Pao

Gli oolong sono tè meravigliosi, all’interno di questa categoria possiamo trovarne di varietà molto diverse e particolari, ma non molti sanno che gli oolong che negli ultimi tempi vanno molto di moda, ossia quelli verdi, freschi e floreali, sono un’invenzione relativamente “moderna”. I tè oolong nascono come tè più ossidati ed a volte torrefatti, e la loro cultura è profondamente legata ad un luogo magico, i monti Wuyi nella regione del Fujian in Cina.

E’ da questa regione che arrivano e nascono tutti i tè ossidati di Cina, e fin dai primi tempi il successo produttivo richiamò moltissimi lavoratori migranti dalle regioni limitrofe. Il tè sui monti Wuyi portò prosperità, e molti villaggi si arricchirono grazie al commercio del tè. Come ad esempio il villaggio di Shing che vantava moltissimi templi dedicati a Man Tsu, divinità protettrice del mare e dei navigatori. Ma come si spiega il fatto che un villaggio di montagna dedichi templi alle divinità marine? Molto semplice, il tè all’epoca veniva trasportato in Occidente via mare e quindi la ricchezza del villaggio dipendeva dalla fortuna del lungo viaggio in mare, il carico necessitava di protezione divina.

Il “fascino roccioso, rugoso” tipico dei tè di roccia è dovuto al terreno ricco della zona, dalla raccolta e dalla tradizionale lavorazione. A marzo quando vapore e umidità ricoprono i piccoli germogli inizia il raccolto, sempre se non piove o non gela. Il tè raccolto in diversi momenti della giornata o in diverse condizioni climatiche ovviamente darà risultati molto diversi. Tradizionalmente sui monti Wuyi le piante si riproducevano in maniera sessuata ma nelle piantagioni moderne ormai sono quasi tutte piante trapiantate da talee in modo asessuato. Fra i tè di roccia più famosi non possiamo dimenticare la Cresta di gallo bianco, l’Arhat di ferro, La Tartaruga d’acqua dorata e ovviamente il Da Hong Pao o Ampia Veste Rossa.

Secondo la leggenda i cespugli ancestrali del Da Hong Pao esistono ancora e si trovano sul pendio di Tianxin dove è collocato anche il tempio di Tianxin Long. Questi storici cespugli che secondo la tradizione verrebbero protetti da fate taoiste e nutriti solo dalle acque di piogge e ruscelli, produrrebbero circa mezzo chilo di tè all’anno.
I monaci del tempio tenevano segreta la ricetta della lavorazione di questo tè, che veniva usato durante le lunghe meditazioni. Questi sei cespugli avrebbero più di 360 anni grazie al suolo ricco di minerali (anche secondo Lu Yu, il tè migliore era quello di roccia).

Anche questo tè ha le sue leggende, da quella che narra del generale che appese la veste rossa ad un cespuglio in segno di rispetto allo studente che si fermò al tempio mentre stava andando a Pechino a sostenere un esame. Lungo la strada si ammalò e venne curato dai monaci del tempio che gli offrirono il Da Hong Pao, lo studente arrivato a Pechino sostiene l’esame ed torna sui monti Wuyi a ricoprire con la sua veste rossa i cespugli in segno di riconoscenza.
Secondo studi recenti il Do Hang Pao in origine era una miscela composta da tre diverse varietà che i contadini del luogo nominarono ampia veste rossa un pò come un marchio di fabbrica che identificava i tè di Wuyi.

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In fondo come disse il grande filosofo di ispirazione confuciana Zhu Xi, “Bere tè di roccia, è il primo passo verso l’eternità”

Si dice spesso dei tè di Wuyi che la prima tazza ricorda il ginseng, la seconda rappresenta il tè come dovrebbe essere, la terza esprime purezza e la quarta è ancora ottima. Il Do hang pao è meglio prepararlo con la tecnica gong fu in una teiera di argilla dedicata o porcellana, le foglie dovrebbero riempire un terzo della teiera, acqua a 95°C
Prima infusione-40 secondi
Seconda infusione-20 secondi
Terza infusione-40 secondi
Quarta infusione-90 secondi
Quinta infusione-180 secondi

Le foglie sono grandi ed intere, brune e leggermente arricciate, ma quando sono bagnate alcune si rivelano verdi e poco ossidate. Il corpo è dolce e morbido, corposo dal carattere unico ma con delicatezza.
Aromi: profumo di tostatura di caffè, cacao e paglia di riso. Mou e caramello amarotico con note di legno bagnato, pizzico di noce moscata, frutta molto matura.
Senza alcuna astringenza o tannino, è un tè unico dai sentori complessi che cambia ad ogni sorso.
L’ultima tazza mi sembra quasi pepata.

Difficile creare abbinamenti che lo valorizzino, è un tè da bere da solo o al limite con ravioli vegetariani delicati.