SAPORI DI FINE ESTATE

Da tempo desideravo visitare il delta del fiume Po. Per me era uno di quei posti che immagini in mille modi, nella mia testa era un posto di ex galeotti e prostitute da colonia relegati in una zona paludosa e fascista stile anni ’40.
La storia del delta non si discosta molto da quest’immagine ma l’atmosfera non è più anni ’40 bensì sembra essersi fermata tra gli anni ’80 e le balere, i turisti tedeschi ed i pescherecci Goldoniani…
Comunque il mio vero scopo della visita era un altro: TROVARE I FENICOTTERI ROSA!
I fenicotteri rosa, mia grande passione zoologica, migrando si fermano sul delta regalando una macchia di colore alle spiagge.
Niente da fare, ovviamente non si sono visti, e siccome nessuno mi ha saputo dire in quale periodo dell’anno si possono incontrare, mi toccherà riprovare l’emozione della statale Romea e delle sue buche.

Mentre in città si moriva dal caldo, sul delta si respirava un’aria pulita che raramente la pianura Padana sa dare e a sorpresa ho scoperto che le spiagge sono molto belle e molto frequentate.

La spiaggia è stata particolarmente apprezzata dalla Pimpa che in partenza tutta spaventata per le onde si rannicchiava sulla battigia, ma poi si è scatenata correndo come una pazza. Del resto la Pimpa è un adorabile cane pazzo. Solo lei infatti, si è divertita in coda sui buchi della Romea.
L’architettura del delta è ambigua, supermercatoni e piccole drogherie anni ’60, condomini in stile fascista e adorabili fattorie con tanto di campo di mais, casette con giardino e la scuola del villaggio che sembra uscita da un film di De Sica (padre).
E le paperotte che passeggiano lungo la strada tranquillissime.

Appena tornati a casa, mi è venuta voglia di un tè da fine estate, che accogliesse l’autunno con una nota affumicata.
E allora cosa c’è di meglio di un Lapsang Souchung?
La prima volta che lo comprai il commesso mi disse: ” Ah vuole il puzzone, quello che sa da speck?”
Il commesso era un incompetente.
Il tè era meraviglioso.
Il Lapsang è un tè nero a lavorazione ortodossa che subisce una lavorazione molto particolare, ossia viene affumicato all’interno di ceste o gratelle che vengono poste al di sopra di braci di conifere che essendo ricche di resine donano un sapore di affumicato arricchito da preziosi oli essenziali.
Il Lapsang si può usare nella cerimonia del Gong fu cha ma era particolarmente amato dai Russi.

Le carovane che partivano dalla Cina e raggiungevano l’Impero dello Zar erano piene dei tè amati dai russi, la classica miscela russa da carovana infatti è un misto di tè neri soprattutto Keemun, Lapsang Souchung ed un po di wulong. Il metodo di infusione che si utilizza(va) in Russia è molto particolare, si tratta del samovar.
Il samovar è una cisterna di acqua che viene mantenuta sempre calda da una resistenza all’interno della stessa, che in passato era alimentata dal fuoco delle braci ma nei samovar moderni è elettrica.
La cisterna ha un rubinetto dal quale si prende l’acqua. Sopra questa struttura è posta una piccola teiera che contiene un tè molto forte.
Il commensale prende poco tè concentrato e poi lo allunga con acqua calda a piacere.
Il rito del tè russo viene accompagnato da crostini, aringhe, blinis, focacce, panna acida e caviale ma io amo accompagnarlo dai russian tea cakes, che qualcuno chiama dolcetti messicani della sposa o dolcetti svedesi.
Noncurante del loro nome me li magno.

Questi dolcetti sono preparati con poca farina, zucchero al velo, burro e noci tritate, friabilissimi e leggeri si sciolgono letteralmente in bocca!
Achtung achtung, provocano dipendenza.
Il lapsang che uso è quello della vecchia Kusmischoff, dico vecchia perché è ormai d’annata preso ancora quando la Kusmi non era stata venduta agli Americani che probabilmente faranno tè in pillole o tè gusto mango-bacon, vabbè esagero.

DSC02374

Se lo annusate per la prima volta preparatevi, il profumo è molto intenso quasi di bosco, di pino e di braciere, di caminetto di una baita di montagna. Molto affumicato, ma la cosa che stupisce è che il sapore è estremamente dolce e leggero, il tè nero si sente molto bene e l’affumicatura non copre i sapori del tè di base.
Ho provato ad abbinarlo ad uno strudel di mele e vi assicuro che era perfetto.
Non lasciatelo troppo in infusione, bastano 2-3 minuti, un cucchiaino per tazza con acqua a 85°C.
L’infusione vi stupirà, il dolce e maltato del tè nero cinese si combina con l’aroma del sigaro.

Un tempo in Cina era un tè riservato agli uomini, le donne non potevano berlo… per fortuna i tempi sono cambiati e quindi buon Lapsang Souchong a tutte le donne!

DSC02384

1 Commento

  • settembre 3, 2010

    Nazeli

    Tè + Dolcetti = Paradiso