Un Menu per un Dim Sum

L’autunno è ormai arrivato e la festa della Luna passata ma per uno yum cha c’è sempre tempo e soprattutto questo menu che vi propongo potrebbe servirvi anche per la festa di Primavera ossia il Capodanno Cinese.
Per la festa di mezzo autunno di quest’anno avevo creato qualcosa di ricercato ma in realtà essendo un classico in tutte le famiglie cinesi io vi consiglio anche di preparare piatti semplici a base di riso, verdure o carne.
Si comincia con il salato, si continua con zuppe o piatti freddi da alternare a cibi caldi o ravioli e si finisce con dolci, ecco qui alcune idee.

Turnip Cake

E’una tortina salata cotta a vapore vegetariana o con l’aggiunta di carne.
Vi serve un daikon ossia una di quelle grandi rape bianche che si usano spesso grattugiate nella cucina giapponese, da circa 8 etti, grattugiatela finemente e fatela bollire per 15 minuti.
Scolatela e conservate una tazza di acqua di cottura.
Ora preparate un soffritto con mezza cipolla, due carote tritate e se volete salsiccia sbriciolata o gamberetti con un velo di olio di oliva e fate cuocere per qualche minuto, salate, pepate ed aggiungete un cucchiaino di zucchero. Create una pastella densa con 1 tazza e un terzo di farina di riso (normale non glutinoso) e l’acqua di cottura del daikon, aggiungete il daikon cotto ed i soffritto. Dovreste ottenere un impasto denso, se non è così aggiungete acqua o farina di riso in base all’esigenza dell’impasto.
Ungete una teglia da inserire nel cestello della cottura a vapore e versateci dentro l’impasto.
Cuocete a vapore a fiamma alta per 40 minuti.
Fate riposare e tagliate a quadratoni che farete dorare in padella su ogni lato con olio e sesamo bianco.
Servite con riso al vapore.

turnip cake dim sum

Ravioli al vapore

Per la ricetta base usate questa testata qualche tempo fa e poi decidete il tipo di impasto da usare, vegetariano se preferite o cambiate pesce o carne in base ai vostri gusti seguendo la ricetta base.

Egg custard tarts alla moda di Hong Kong e Macau

Vi serve della pasta brisée oppure sfoglia oppure frolla, quella che preferite.
Stendetela e ritagliate dei cerchi che modellerete in formine da tartelletta. Fate riposare in frigo per 1 ora.
Per la crema usate 2 uova grandi o 3 piccole, 1/2 tazza di zucchero,1/2 tazza di latte, la polpa di una bacca di vaniglia.
Sbattete tutti gli ingredienti della crema assieme e passate il composto al setaccio. Fate poi riposare qualche minuto in modo che non ci siano più bolle.
Ora preriscaldate il forno a 180°C e versate nelle base crude di pasta frolla la crema, riempiendo le basi per due terzi.
Cuocete senza aprire mai lo sportello per 35 minuti.

egg custard tarts dim sum

Mango pudding – prima versione

Il classico budino cremoso al mango potete prepararlo in due versioni diverse, quella classica che prevede acqua e quella che prevede uova, ed è sostanzialmente una mousse.
Usate un bel mango maturo, tagliate e frullate la polpa passandola al setaccio per eliminare i filamenti.
Portate al bollore mezza tazza di zucchero con una tazza e mezzo di acqua, dopo qualche minuto aggiungete 8 grammi di gelatina già ammollata e strizzata o l’equivalente di gelatina in polvere.
Fate riposare ed aggiungete 100 ml di latte o panna liquida se volete esagerare e la polpa di mango.
Versate nelle coppette e fate raffreddare.

mango pudding dim sum

Mango pudding – seconda versione

Questa è decisamente più chic, ma prevede più lavoro.
Sbattete due tuorli con 50 grammi di zucchero per creare una emulsione leggera e chiara, a questo punto aggiungete a filo 250 gr di latte caldo e 5 grammi di gelatina precedentemente ammollata e strizzata.
Montate a parte 100 gr di panna.
Preparate il purée di mango pulendo e frullando un mango maturo.
Aggiungete il mango e la panna montata alla crema ormai fredda.
Versate nella coppette e decorate con dadini di mango. In frigo per tre ore e la crema è pronta!

mango pudding seconda versione dim sum

Per consigli su come abbinare i tè cinesi con questi menu leggete il post sullo yum cha qui.

E per finire il mio pudding preferito, che io chiamo anche il Morinaga Pudding perché in Giappone ne esiste una variante simile che si trova in ogni super mercato ed è assolutamente divino!
E’ un budino di latte di mandorle che rinfresca il palato alla fine di un pasto cinese.

Almond pudding

Fate ammollare in acqua fredda 12 grammi di gelatina.
Portate al bollore una tazza di acqua+ una tazza e mezzo di latte e mezza tazza di panna fresca con mezza tazza di zucchero bianco.
Dopo un minuto spegnete e aggiungete la gelatina e mezza fialetta di estratto naturale di mandorle.
Versate il tutto in una teglia abbastanza capiente e leggermente bagnata. Fate raffreddare in frigo per una notte e poi tagliate a pezzetti e servitela con frutta fresca.

almond pudding dim sum

Provate anche voi a prepararvi uno yum cha speciale ed osate nell’abbinare i tè coi piatti e poi fatemi sapere se il risultato vi è piaciuto!
Buon tè a tutti!

6 Commenti

  • ottobre 23, 2013

    Anonymous

    ma voi non andate a lavorare? avete il tempo di preparare tutte queste ottime specialità, e cioè acquistare gli ingredienti, studiare le ricette, fotografarle e poi pubblicarle! tutto questo prende tempo ed energia e chiaramente non avete da lavorare 8 ore al giorno! o sbaglio? quindi o siete ricchi e vivete di blog o siete wonder…o lo fate per lavoro. 24 sono le ore di una giornata: 8 al lavoro 8 a letto e 8 per residue faccende, casa, compiti figli, palestra, pulizia personale e percorsi varipiù o meno incidentati..poi magari ci sono anche le coccole:-)!
    Oppure riuscite a fare questo in ferie o in ufficio invece che lavorare o lo fate magari stando a casa in malattia?????

  • ottobre 24, 2013

    la signora delle camelie

    Carissimo anonimo,
    mi spiace di dare l’impressione della riccona che non ha nulla da fare dal mattino alla sera. Non avrei ne voglia ne motivo ma ribatto:
    Lavoro non 8 ma bensì 10 ore al giorno e gestisco un’attività faticosa ma che mi piace, non sempre arrivo alla fine del mese e queste “cosucce” le organizzo nel mio unico giorno libero, la domenica, iniziando a cucinare il sabato sera e ricominciando la domenica mattina presto, e tutto questo lavoraccio lo faccio perché ci tengo, mi piace , mi da soddisfazione e forse perché essendo giovane ho ancora l’energia per farlo senza collassare. E mi piace anche condividere con gli altri che forse non hanno il tempo e le possibilità per farlo ma non mi pare di essere snob in questo blog, e mi dispiace molto se qualcuno dovesse pensarlo. Il tè è la mia vita ed è questo che faccio, lo racconto.

  • ottobre 24, 2013

    Francesca

    Ecco perche’ oggi il mondo e’ alla deriva. Abbiamo persone che hanno rinunciato alle proprie passioni e a lasciare qualcosa di buono sulla Terra.
    La creativita’, l’invettiva, la sollecitazione della parte sinistra del cervello e’ quello che manca alle persone comuni e che probabilmente non capiranno mai il senso della vita (chi ha rovinato questo Paese parlava di lavoro lavoro lavoro).

    Brava Nicoletta, tu stai salvando la bellezza del mondo.

  • ottobre 25, 2013

    la signora delle camelie

    Grazie Francesca, sembra una banalità ma in un mondo brutto crearsi un proprio angolo di bellezza ti migliora la vita, lo sapeva pure Dostojevski…
    Mi scuso perché la mia risposta non voleva essere polemica ma ci tengo con il mio lavoro a far capire che il tè e la sua raffinata cultura sono patrimonio dell’Umanità e non di pochi ed esclusivi circoli snobbistici.

  • ottobre 29, 2013

    haru

    Questo commento è stato eliminato dall’autore.

  • ottobre 29, 2013

    haru

    Non ti sbagli in parte caro anonimo, in parte si. Non lavoro 8 ore al giorno e non ho intenzione di farlo, almeno non nel modo che intendi tu. Ho 23 anni, non ho figli e non vado in palestra, la mia famiglia non è povera ma nemmeno ricca. 24 sono le ore di una giornata, 8 le dormo, 4 le impiego a prendermi cura di me e dell’ambiente in cui vivo. Ma mi dispiace, le restanti 12 non ho intenzione di riempirle secondo le modalità che gli altri decidono essere giuste. Il tempo è poco e i problemi da risolvere sono tanti, io mi sento in dovere di dare il mio contributo.

    P.S. Si, noi dedichiamo parte del nostro tempo a condividere un po’ di bellezza anche con te, per sperare di commuoverti, rasserenarti, stupirti. Toglierti un po’ di fatica se ti piacerebbe ottenere un certo risultato ma non hai voglia di risalire alle origini del processo.